Camparsi
Se il raggio di sole di una mattina di fine agosto, attraversata l’acqua cristallina del progno di Fumane, facesse nascere un vino, lo chiamerebbe Camparsi. L’acqua posa i sassi bianchi e tondi tra le argille dei vigneti più pianeggianti, ed il Trebbiano s’abbevera e restituisce il fresco guizzo del crepuscolo estivo. E se non si fosse ascoltato il flebile sussurro del rigagnolo, oggi il vigneto Camparsi nemmeno esisterebbe. Poco si credeva che un’uva neutra e gentile potesse esprimere complessità interessanti. Il Camparsi doveva slegarsi dai progetti di Mamma Valpolicella, liberandosi da un’aspettativa che non gli apparteneva. Dapprima insubordinato e ribelle, il bianco Camparsi è ora una perla di un territorio che ha ottenuto la giusta attenzione. Adorabile per un aperitivo ma anche per un pasto leggero, il Camparsi è citrino, fresco, profumato di intenso agrume e frutta tropicale.