Questo è il paragrafo descrittivo per Slide 1.
L’Azienda Agricola Cà Dei Maghi è una
piccola realtà nel cuore della Valpolicella,
immersa nei vigneti, tra dolci colline, a
pochi passi dal centro di Fumane.
Un viandante potrebbe cogliere come preminente la spaziosa bellezza della struttura centrale di Cà dei Maghi, ma egli cadrebbe così in errore, lasciando sullo sfondo la terra in cui nasce l’Azienda agricola con profonde radici figurate ed anche tangibili. Il ritmo delle stagioni canta delle annate passate, ciascuna con la sua vendemmia unica ed irripetibile, e del lavoro delle mani che hanno reciso il peduncolo solo quando l’uva aveva raggiunto il perfetto equilibrio e compiuto la maturazione. Qui, la tecnica indirizza l’arte, estraendo dalla natura ciò che all’uomo più dona giovamento: il piacere di riconoscere le proprie origini e virtù.
La coltivazione dei vigneti segue i ritmi della natura. Il momento della potatura non può essere rimandato, e quello della vendemmia non deve mai tardare né essere affrettato. La sapienza artigianale, seppur profonda e tramandata da generazioni, poco potrebbe compiere se essa non si unisse all’intenzionalità del metodo e al rispetto per ciò che la natura crea e che dall’uomo deve essere, con regole scrupolose, determinato.
Questa è la condotta dei viticoltori di Cà dei Maghi, con la guida di Paolo, che ama il suo vino come ama la sua viva terra.
Un viandante potrebbe cogliere come preminente la spaziosa bellezza della struttura centrale di Cà dei Maghi, ma egli cadrebbe così in errore, lasciando sullo sfondo la terra in cui nasce l’Azienda agricola con profonde radici figurate ed anche tangibili.
Il ritmo delle stagioni canta delle annate passate, ciascuna con la sua vendemmia unica ed irripetibile, e del lavoro delle mani che hanno reciso il peduncolo solo quando l’uva aveva raggiunto il perfetto equilibrio e compiuto la maturazione.
Qui, la tecnica indirizza l’arte, estraendo dalla natura ciò che all’uomo più ona giovamento: il piacere di riconoscere le proprie origini e virtù.
La coltivazione dei vigneti segue i ritmi della natura. Il momento della potatura non può essere rimandato, e quello della vendemmia non deve mai tardare né essere affrettato.
La sapienza artigianale, seppur profonda e tramandata da generazioni, poco potrebbe compiere se essa non si unisse all’intenzionalità del metodo e al rispetto per ciò che la natura crea e che dall’uomo deve essere, con regole scrupolose, determinato.
Questa è la condotta dei viticoltori di Cà dei Maghi, con la guida di Paolo, che ama il suo vino come ama la sua viva terra.
Monte Santoccio (240-280 m slm) chiude la valle di Fumane con la sua fulgida coda di volpe che è riuscita a darsi un nome e un’identità.
Per 60 anni le radici hanno conosciuto la profondità del calcare e della marna, stratificata alla maniera della roccia sedimentaria. Le pergole, singole o doppie ed esposte a sud, sono ordinate da muretti a secco, le cosiddette marogne, patrimonio Unesco poiché testimoni di capacità manuali difficilmente eguagliabili al giorno d’oggi. Le varietà Corvina, Corvinone, Rondinella e Molinara si esprimono così in questo ettaro e mezzo di terra ruvida eppure generosa.
Monte Santoccio (240-280 m slm) chiude la valle di Fumane con la sua fulgida coda di volpe che è riuscita a darsi un nome e un’identità.
Per 60 anni le radici hanno conosciuto la profondità del calcare e della marna, stratificata alla maniera della roccia sedimentaria. Le pergole, singole o doppie ed esposte a sud, sono ordinate da muretti a secco, le cosiddette marogne, patrimonio Unesco poiché testimoni di capacità manuali difficilmente eguagliabili al giorno d’oggi.
Le varietà Corvina, Corvinone, Rondinella e Molinara si esprimono così in questo ettaro e mezzo di terra ruvida eppure generosa.
I ceppi più vecchi, con oltre ottanta anni di storia, si inerpicano come palchi di capriolo tra le pergole che guardano al tramontare del sole sulla quieta valle di Fumane. Dalla mediana altezza di Monte Sant’Urbano, raccoglie acqua in abbondanza, custodendo la ricca mineralità tra calcare ed intrusioni di tufo e venature argillose.
Le varietà coltivate restano anche qui fedelmente del repertorio Valpolicella.
I ceppi più vecchi, con oltre ottanta anni di storia, si inerpicano come palchi di capriolo tra le pergole che guardano al tramontare del sole sulla quieta valle di Fumane.
Dalla mediana altezza di Monte Sant’Urbano, raccoglie acqua in abbondanza, custodendo la ricca mineralità tra calcare ed intrusioni di tufo e venature argillose.
Le varietà coltivate restano anche qui fedelmente del repertorio Valpolicella.
Il terreno si fa erboso, soffice sotto le zampe di lepre, laddove l’argilla ricopre la pianeggiante distesa di terreno alluvionale e calcareo al limite austro del comune di Fumane.
Coltivata a pergola veronese doppia o semplice, questa vigna più giovane, teste comunque di quaranta primavere, è culla della raccolta di uve di casa Valpolicella, ma anche di di Cabernet Sauvignon, dalle uve compatte e pigmentate, e del Trebbiano, dalle uve bianche munifiche e vivaci.
Il terreno si fa erboso, soffice sotto le zampe di lepre, laddove l’argilla ricopre la pianeggiante distesa di terreno alluvionale e calcareo al limite austro del comune di Fumane.
Coltivata a pergola veronese doppia o semplice, questa vigna più giovane, teste comunque di quaranta primavere, è culla della raccolta di uve di casa Valpolicella, ma anche di di Cabernet Sauvignon, dalle uve compatte e pigmentate, e del Trebbiano, dalle uve bianche munifiche e vivaci.
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